Il Cipresso del Kashmir dell’Isola Madre, salvato dai Principi Borromeo

Un albero di grande valore botanico e simbolico è stato protagonista di un incredibile salvataggio. Un vero gigante verde: oltre 25 metri di altezza, 8 metri il diametro del tronco e un peso complessivo di circa 25 tonnellate. Si tratta del Cipresso del Kashmir (Cupressus cashmeriana) del Giardino Botanico dell’Isola Madre, sul Lago Maggiore, nel comune di Stresa (Verbania). Un albero unico: non solo per la mole e per la particolarità della sua residenza, ma perché si tratta del più grande e, secondo alcune fonti anche più vecchio esemplare della sua specie in tutta Europa, specie che, tra le altre cose, è in via di estinzione nella sua terra di origine, ai piedi dell’Himalaya.

La caduta e il salvataggio

Era la notte del 28 giugno 2006, una violenta tromba d’aria si abbatte sull’isola lasciando dietro di sé la devastazione di centinaia di alberi e arbusti rari abbattuti, tra questi il Cipresso del Kashmir piantumato nel giardino più di due secoli prima di fronte al loggiato di Palazzo Borromeo. Il giorno seguente i principi sono accorsi sull’Isola Madre e si sono subito interessati per il recupero dell’imponente albero, simbolo del giardino e protagonista di un’affascinante storia che lo ha visto arrivare nel 1862 dalle pendici dell’Himalaya al Lago Maggiore come cartoccio di semi per mano di William B. Pentland, un corrispondete della famiglia Borromeo a conoscenza del crescente interesse botanico dei principi impegnati nella realizzazione del giardino. Per fortuna, se così si può dire, la tempesta aveva sradicato l’albero senza comprometterne il tronco e le branchie principali ed è stato possibile tentare un’imponente opera di recupero per mezzi e risorse impiegate. Ci sono voluti un’équipe di 25 persone, guidate dall’agronomo Daniele Zanzi di Fito-Consult (azienda storica dell’arboricoltura italiana ndr.), tre gru e un elicottero e dieci giorni di lavoro, ma l’impresa è riuscita: l’albero è stato riposizionato ed esperti tree-climbers si sono occupati di fissare i cavi e i tiranti indispensabili per il suo ancoraggio al terreno per tutto il tempo necessario al rinsaldarsi dell’apparato radicale e di potare i rami spezzati e danneggiati. Gianfranco Giustina, giardiniere di lunga esperienza premiato dalla Royal Horticultural Society e curatore del Giardino Botanico dell’Isola Madre, ha seguito con trattamenti specifici l’albero martoriato dalla brutta avventura per i successivi due anni finché la germinazione di nuove fronde ha permesso di decretare il secolare cipresso fuori pericolo.

Il Giardino Botanico

L’Isola Madre è la più grande dell’arcipelago delle isole Borromee sul Lago Maggiore (le altre sono l’Isola Bella e l’Isola dei Pescatori). Ha una superficie di quasi otto ettari che i proprietari hanno iniziato a trasformare in Giardino Botanico a terrazze a partire dal 1823, aperto al pubblico tutti i giorni dal 20 marzo al 25 ottobre dalle 9 alle 17,30 (ultimo ingresso). Tra le novità più recenti la “Terrazza delle Protee”, 200 mq a picco sull’acqua ideata e realizzata dal curatore del giardino Gianfranco Giustina per ospitare questa particolari piante originarie dell’Africa tropicale e del Sudafrica dalle spettacolari infiorescenze. Ad accompagnarle altre specie sudafricane, australiane e mediterranee.

 

Crediti fotografici:
Archivio fotografico Borromeo · Isola Bella www.isoleborromee.it

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