Il Cedro La Morra, ricordo di un amore e simbolo di una tenuta

“Il Cedro” ha una pagina Facebook tutta sua ed è sicuramente il più famoso Cedro del Libano del Piemonte.

A suo tempo esotico, oggi secolare e maestoso, domina La Morra, uno degli scorci di paesaggio più belli del Piemonte: le colline vitate delle Langhe, non a caso, da poco più di un anno, elette a patrimonio mondiale dell’umanità, insieme a Roero e Monferrato. Il Cedro sorge alla cima del colle Monfalletto, il punto più alto della tenuta dei Cordero di Montezemolo, e domina l’incanto dei filari di nebbiolo dai cui grappoli si ricava il vino Barolo, uno dei rossi più pregiati d’Italia. Una collinetta ricamata da sinuosi e regolari vigneti, interrotti qua e là dalle strade bianche battute da agronomi, viticoltori, enologi, ospiti e qualche curioso, affascinato dal paesaggio che si osserva dall’ombra fresca dei grandi rami di questo gigante verde, piantumato in un giorno felice, lontano di secoli. Il giorno esatto sfugge alle cronache, ricordo lontano e sbiadito. Certo è invece l’anno, il 1856. Costanzo Falletti di Rodello ed Eulalia Della Chiesa di Cervignasco si sposano per amore in un’epoca in cui i matrimoni, specie tra nobili e ricchi possidenti, erano contratti d’affari e quasi mai di cuore, e scelgono di celebrare il grande giorno e il loro amore per quella terra, piantumando il Cedro, oggi simbolo della tenuta. «Secondo quanto tramanda la tradizione di famiglia – ricordano gli attuali proprietari – i giovani sposi si auspicavano che tale sentimento si serbasse sempre saldo nell’animo dei loro discendenti: l’albero, poco a poco, sarebbe cresciuto maestoso e longevo, rammentando alle generazioni future l’amore per questo territorio. Il nome del colle, Monfalletto, deriva dall’antico Mons Fallettorum, poi Mont Falet, ovvero Monte dei Falletti».

Il Cedro del Libano (Cedrus libani), è una conifera sempreverde originaria dell’Asia Minore caratterizzata dalla posizione orizzontale dei rami e dalle dimensioni imponenti. Il tronco del Cedro di La Morra, di appena 4,5 metri di circonferenza, e le numerose diramazioni, suggeriscono quanto la sua crescita sia stata influenzata dal vento. Un piccolo prezzo da pagare, per godere di una vista mozzafiato a 360° sui colli del circondario con i loro borghi, ciascuno caratterizzato da un pugno di case dominate, nel punto più alto, dal campanile della parrocchiale e dai torrioni di antiche fortificazioni.

Simbolo verde di questo scorcio di Langa, il Cedro ricorda un’antica tradizione: quella di mettere a dimora un nuovo albero, augurio di prosperità e lunga vita, in concomitanza di una celebrazione importante, come un matrimonio o una nascita. Andata persa negli anni, questa buona pratica è oggi obbligo di legge. Per l’esattezza la legge 10/2013, che impone ai Comuni con più di 15 mila abitanti di piantumare un nuovo albero entro sei mesi dalla nascita o dall’adozione di ogni bimbo residente, in segno di equilibrio tra ambiente e società.

La Tenuta Monfalletto

Fondata il 3 aprile 1340 da Pietrino Falletti, grazie a un prestito concesso dal Comune di Alba, si protrae per 16 generazioni sino alla morte della contessa Luigia Falletti di Rodello nel 1941. La proprietà delle terre di La Morra passa allora all’erede legittimo più prossimo, Paolo Cordero di Montezemolo, nipote della contessa e padre dell’attuale proprietario Giovanni Cordero di Montezemolo, che conduce personalmente i vigneti biologici insieme ai figli Elena e Alberto. L’intera proprietà comprende 28 ettari in un unico appezzamento coltivati a Nebbiolo, Dolcetto, Barbera e Arneis, dai quali si ricavano alcuni dei vini più apprezzati e conosciuti del Piemonte.
L’Azienda agricola Monfalleto, con il suo Cedro centenario, è a La Morra, in Fraz. Annunziata 67, in provincia di Cuneo. Info. www.corderodimotezemolo.it

 

Crediti fotografici:
Tenuta Monfalletto - www.corderodimontezemolo.com

 

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