Aggiungerò nuove sfere di bosso tra le collezioni di piante erbacee.

Il giardino spoglio è un ottimo consigliere. Cadute le ultime foglie e sparite alla vista piante erbacee e bulbose, resta lo scheletro di erba, viottoli, siepi, alberi e arbusti. È questo il periodo dell’anno migliore per fare progetti. Osservare lo spazio sgombro aiuta a fare le scelte giuste: cosa aggiungere, quali piante spostare.

I gusti sono gusti, e piante e giardini rispondono più che mai alla personlità di chi le sceglie al pari degli abiti e del cibo. Ma è altrettanto vero che ce ne sono alcune capaci, più di altre, di fare la differenza e che andrebbero prese in considerazione nell’allestiemnto di uno spazio verde grande o piccolo, pubblico o privato. Tra tutte il bosso (Buxus semprevirens), protagonista indiscusso del giardino all’italiana, risolve un sacco di problemi anche sul terrazzo, in un giardino informale e persino nell’orto. Tenace, longevo, sempreverde e rigoroso, sottolinea vialetti, incornicia vedute e paesaggi, movimenta il giardino e crea piacevoli contrasti accostato ad arbusti spogli, erbacee spettinate e bulbose primaverile dalle fioriture grandi e naïf.

Diffuso in tutta la fascia temperata, predilige i terreni calcarei e cresce bene anche sotto le chiome degli alberi. Il bosso è la pianta perfetta per qualsiasi tipo di siepe e valorizza qualsiasi altra pianta gli si accosti. La crescita lenta e le foglie minute, ovali, coriacee, verde scuro, permettono al giardiniere esperto di sbizzarrirsi con sfere, coni e stormi di volatili che mantengono la forma data dalle forbici più a lungo delle altre essenze caratteristiche dell’ars topiaria.

Coltivazione e cura

Si mette a dimora in piena terra o in un contenitore largo e profondo aggiungendo sul fondo uno strato di cocci per assicurare un buon drenaggio. Si annaffia quando il terreno è ben asciutto se coltivato in vaso e nei primi anni dall’impianto. Solo nei periodi particolarmente siccitosi se coltivato in piena terra.

Due le sue pecche: il prezzo piuttosto elevato, dovuto alla crescita lenta della pianta che costringe il vivaista ad accudirla per molti anni prima della vendita, e la piralide del bosso, un lepidottero asiatico le cui larve si nutrono della parte superiore di foglie e germogli lasciando la struttura interna e più fibrosa. La pianta infestata, riconoscibile per le fitte ragnatele, si defoglia. Per sbarazzarsene si eliminano manualmente uova e larve oppure si interviene con prodotti a base di Bacillus thuringiensis, un batterio ammesso nella lotta biologica contro la piralide.