Euroflora 2018: prova, copia, impara

Infiniti parterre di petunie, lobelie, gazanie e garofani. Euroflora deve stupire, attirare centinaia di migliaia di visitatori e promuovere la floricoltura ligure, l’industria che in poche settimane fa fiorire balconi, giardini pubblici e chilometri di lungomare da nord a sud del Paese.
Euroflora è e deve essere pop.

L’edizione 2018 è stata più o meno come me la aspettavo. La scelta di spostare l’evento nei Parchi di Nervi ha smorzato (per fortuna) il rischio kitsch della passata edizione dove si era abbondato con fiumi e cascate in vetroresina, restituendo un po’ di spazio alla natura, quella vera e imperfetta, che spesso manca all’expo dei fiori dove tutte le piante devono essere floride, fitte, coloratissime.

Tra installazioni da selfie e arbusti già visti in ogni dove, la bella notizia è che, alla fine, ha vinto la natura rivisitata e proposta in chiave contemporanea nelle piccole installazioni del Concorso Meraviglia nei Parchi dove i visitatori hanno speso più tempo, osservato di più e fotografato di meno, fatto domande.

Tre le mie preferite ↓

PROVA

Wanderscape · Un giardino per gli spazi contemporanei
{di Elena Varini, Enrico Turini, con la collaborazione di Giuseppe Baldi Paesaggista}
I progettisti invitano il visitatore a camminare tra piante aromatiche e di macchia sospese sprigionandone i profumi.

COPIA

L’Agrumeto
{di Matteo Pellicanò e Johnathan Arnaboldi}
Se hai piccolo giardino o un grande terrazzo copialo! In pochi metri c’è tutto: le aiuole fiorite, gli alberi da frutto, le aromatiche per la cucina, il prato, le panchine, i vialetti.

IMPARA

La spontaneità nel piatto · ritorno delle erbe edibili in tavola
{di Paola Sabbion, Micol Balma, Silvia Balloni, Ambra Casazza, Alessandra Di Turi, Marco Montina, Anna Sala, Nicolò Sortino}
Tra erbacce e ricette per imparare a cucinare la mousse con le pratoline.