Come coltivare l’achillea, in fiore da luglio a settembre

Nei prati l’achillea si riconosce per i capolini minuti riuniti in infiorescenze alte e piatte, bianche, qualche volta rosa. La chiamano millefoglio o artiglio del diavolo. Cresce spontanea dalla pianura ai 1500 metri di quota. Nei giardini, la varietà più diffusa è la filipendula. Ha grandi fiori giallo senape e foglie verde-argento. È alta ed eretta, le infiorescenze grandi e fitte raggruppano da 50 a 300 minuscoli fiori del raggio di 1 mm. Sbocciano da luglio a settembre, superano il metro di altezza e sono ottimi fiori recisi e secchi.

Ma di achillee ne esistono oltre 100 specie tra loro molto diverse. La gamma cromatica dei fiori comprende il bianco e tutte le tonalità dei rosa e dai gialli, dal chiarissimo cipria al ciliegia, dall’oro all’amaranto mentre alcuni ibridi cambiano colore col passare del tempo.

Esposizione

In genere amano la luce e i terreni sabbiosi e alcune specie sono piuttosto esigenti in fatto di drenaggio ed esposizione in pieno sole. Si tratta soprattutto delle varietà con fogliame grigio-argento. Quelle a foglia verde, invece, sono più adatte a terreni umidi e ricchi di nutrienti. Tra queste l’Achillea ptamica ‘The Pearl’ con fiori minuti, bianchi, fitti di petali, tondeggianti come perle, che un po’ ricordano il velo da sposa. Esistono anche varietà nane, adatte a vasi e bordure.

Moltiplicazione

Imparagonabili in estate per la durata della fioritura e la facilità di coltivazione, tutte le achillee sono caratterizzate da una buona adattabilità e se trovano il giusto equilibri possono essere invadenti. Si moltiplicano da seme e spesso si autodisseminano da sole. Più facile e veloce la moltiplicazione per divisione dei cespi da effettuare ogni 3-5 anni.

Acqua

Nelle settimane più calde possono essere attaccate da metcalfa. Per avere una pianta sana è importante collocarla dove ci sia un buon ricircolo dell’aria e irrigare ogni volta che la terra è completamente asciutta.

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