Gaura, leggera sotto il sole

Le guare dondolano nell’aria calda dei pomeriggi più lunghi dell’anno quando tutto sembra immobile, avvolto in una luce abbagliante.

Sbocciano all’inizio dell’estate su steli lunghissimi. I capolini minuti e leggeri sono rosa scuro o bianchi e ricordano quelli dell’orchidea.

Il suo nome scientifico è Gaura lindheimeri, in onore del botanico statunitense Ferdinand Lindheimer che nella prima metà dell’Ottocento si dedicò alla ricerca e alla collezione delle specie floreali del Texas e della Louisiana meridionale di cui la gaura è originaria. Gli inglesi la chiamano “Whirling butterflies”, letteralmente farfalla vorticosa, per il portamento leggero e ballerino dei lunghi steli floreali.

Coltivazione

La gaura, come tutte le piante erbacee perenni, ci mette un po’ a farsi notare, ma non appena si alzano le temperature è pronta a esplodere con un’infiorescenza che arriva a superare il metro di altezza. Dal ciuffo di foglie lanceolate – verdi nelle varietà a fiore bianco, rossastre nelle varietà a fiore rosa – si allunga in pochi giorni lo stelo su cui si aprono fiori grandi appena 2-3 cm con quattro petali e otto stami lunghi e sottili.

Si moltiplica facilmente da seme a fine estate o in primavera. È una pianta rizomatosa e priva di vizi: si espande per fittone radicale, si adatta facilmente a qualsiasi terreno e può sopportare lunghi periodi di siccità. Meglio coltivarla in pieno sole ed evitare ristagni: si bagna regolarmente dopo la messa a dimora aspettando che il terreno asciughi tra un’irrigazione e l’altra.

La fioritura della gaura dura diverse settimane e se stai progettando un giardino o un terrazzo gradito ad api e farfalle non dovrebbe mancare. Insieme a lei coltiva echinacea, eryngium, veronicastrum e aster: condividono periodo di fioritura (da inizio estate all’autunno), un’esposizione in pieno sole e terreni ben drenati. 

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